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Legati al
culto dell’acqua sono i pozzi sacri, interessanti sia sotto
il profilo archeologico sia architettonico.
Innumerevoli
sono i menhir, cioè delle grandi pietre monolitiche infisse
nel terreno quasi certamente per fini religiosi. In qualche
caso sono state rinvenute delle varianti alte da
un’ottantina di cm fino ad oltre un metro con dei
bassorilievi rappresentati figure umane stilizzate disposte
testa in giù o pugnali. Queste sono in molti casi raccolte
in musei in cui sono visitabili nei diversi periodi
dell’anno; un esempio è il museo di Laconi, che raccoglie
innumerevoli sculture del genere e può essere visitato dopo
aver preso accodi con i gestori. Per maggiori informazioni è
possibile chiamare il Comune, in cui saranno in grado di
fornire tutte le informazioni necessarie per organizzare una
visita al museo a ciò dedicato.
Appartengono
all’età prenuragica i numerosi dolmen presenti in Sardegna.
Si tratta di costruzioni megalitiche in cui due pietre
disposte in verticale nel terreno ne sostengono un terzo
orizzontale, disposto a ponte sugli stessi. Presumibilmente
il loro significato è di tipo religioso o
astronomico.
Anche le
testimonianze del culto religioso del popolo Fenicio sono
innumerevoli sull’Isola: i tophet, ad esempio, sono aree
cimiteriali in cui sono seppellite urne contenenti ceneri e
ossa umane. L’Isola fu, infatti, occupata dai Fenici nei
sec. VII e VI a.C., poi dai Cartaginesi ed in parte dagli
Etruschi.
In un tempo
più recente, nel 238 a.C., passò ai Romani e fu provincia
imperiale durante l’Impero e dopo la dominazione vandala
(455-530). Sono effettivamente innumerevoli le costruzioni,
le strade e le chiese d’epoca romana che si possono trovare
sul territorio sardo. Rappresentative di questo periodo
storico sono, ad esempio, la chiesa di Santa Maria ad Uta e
San Saturo a Cagliari, San Nicola ad Ottana, San Pietro a
Bosa, Santa Giusta nell’omonima località, Santa Maria a
Bonarcado, San Simplicio ad Olbia, San Giovanni a Porto
Torres, la Santissima Trinità di Saccargia a Codrongianus,
Sant Antioco di Bisarcio ad Ozieri, San Pietro di Sorres a
Brutta. Queste sono state edificate tra il 1.000 e il 1.300
d.C., in pieno Medioevo.
Nel 534 fu
conquistata persino dai Bizantini.
Continuamente
esposta alle incursioni dei Saraceni dopo il sec. XI fu
divisa in quattro giudicati (Cagliari, Arborea, Logudoro,
Gallura). Dal sec. XI al XIII fu sotto l’influenza di Pisa e
Genova; gli Aragonesi s’impossessarono dell’Isola nel 1323
ed il dominio spagnolo durò fino al 1713, quando la Sardegna
fu ceduta agli Asburgo e poi ai Savoia. Sotto la loro egida
formò con il Piemonte il Regno di Sardegna nel 1720. Dal
1948 è regione autonoma a statuto speciale.
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